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Calcio a 5 - Il personaggio
7/8/2012
Paolo Minicucci, allenatore di primo livello L’ANALISI DI PAOLO MINICUCCI: ”LA CRISI ECONOMICA HA IL SUO PESO NELLE ATTUALI VICENDE DEL NOSTRO FUTSAL MA CREDO CHE ABBIA ANCHE AGITO DA CARTINA DA TORNASOLE, CHI HA LAVORATO SUI GIOVANI IN QUESTI ANNI?” – PRIMA PARTE

Dopo mesi di silenzio, successivi al suo addio al ruolo dirigenziale nella Canottierilazio Futsal, Paolo Minicucci accetta volentieri di intervenire su tutte le vicende più spinose e attuali della disciplina, per chiudere poi su quelle che sono le sue auspicabili aspirazioni…

Paolo, partiamo dalla stringente attualità: non si è riusciti a completare i tabelloni dei campionati, a causa dei numerosi e per qualche verso clamorosi abbandoni, é esaustivo dire che é colpa della crisi economica che travaglia il Paese o a tuo parere c'é dell'altro?
La crisi economica sicuramente ha un peso specifico per quello che sta accadendo nel futsal italiano ma credo che abbia agito da cartina da tornasole. Mi spiego meglio: in questi anni abbiamo accettato questo vincolo dei tesseramenti, che è il vero fattore che oggi ha portato il nostro movimento in crisi, in tempi di vacche grasse non abbiamo voluto capire che le risorse vere erano e sono gli atleti nostrani, quindi o si formano o si attinge da dove è possibile. Ovviamente la chiusura nei confronti dei calciatori ha fatto si che aumentassero gli oriundi che hanno dato e continuano a dare moltissimo al futsal ma involontariamente hanno significato un carico per le società che non rispecchia il reale valore della nostra disciplina. Le scuole di futsal, poche, si sono rivelate in molti casi inutili ai fini formativi perché non condotte da educatori preparati per insegnare il futsal.

Uno di questi abbandoni riguarda una Società che tu hai visto nascere, la Canottierilazio Futsal: una parabola inevitabile oppure anche frutto di scelte che si sono rivelate sbagliate?
Con grande tristezza devo dire che la causa è stata la non volontà di guardare più in là della mera vittoria... La promessa e il patto iniziale erano stati: Struttura, Giovani, Credibilità, due punti su tre sono svaniti come neve al sole... causando il mio addio, visto che avevo avvisato in più riprese che la strada intrapresa avrebbe portato a questo finale ma sfortunatamente non sono stato ascoltato, hanno avuto più appeal altre idee e quindi con molta umiltà e serenità mi sono fatto da parte.

Qual é oggi il punto sulla sbandierata "italianizzazione" della disciplina? Siamo a buon punto o la macchina é appena partita? Se possibile, quali sono gli errori da evitare?
Ecco, qui la crisi ci viene in aiuto perché la maggior parte delle società é costretta a puntare su giocatori “italian style” però, purtroppo, ritornando al primo punto, avremo poca qualità perché in pochi hanno lavorato sui giovani in questi anni, nazionali comprese...
La macchina non è mai partita e purtroppo c'è anche molta ipocrisia al riguardo, abbiamo esultato per un terzo posto agli Europei dicendo che è stato il risultato di una nazionale di giovani italiani... se vuoi posso pubblicare gli scout delle partite, non capisco perché dire queste bugie e soprattutto a che fine, perché i pochi preposti all'informazione si prestano al gioco?
Qualcuno potrebbe dire, “parla lui che aveva dieci italo all'europeo!”... è vero, ma di italiani in quel momento non ce n’erano, era l'epoca dove le finali, semifinali e quarti di finale dei campionati giovanili venivano giocate da 4 giocatori italo e da otto italiani che in panchina neanche facevano il tifo, questo offriva nel 2007-2008 il movimento giovanile, mentre qualche anno prima avevo tentato di far capire che si potevano formare dei giocatori e mi chiedo come mai nei primi anni della mia conduzione tecnica della nazionale under 21 nessuno, dico nessuno, ha mai enfatizzato il fatto che la nazionale under 21 era sotto età, fatta di giocatori italiani ai più sconosciuti, quando il movimento giovanile era poca cosa e nonostante ciò nel 2004 due amichevoli con Argentina e Italia, a 10 giorni dal mondiale (dove l'Italia si piazzò seconda e l'Argentina terza) finirono 0-0 e 1-2 (sospesa a 3' dalla fine..), come mai non c'era attenzione al fatto che dei ragazzi italianissimi di 19 anni, come ora tutti vogliono, avevano dimostrato sul campo che si poteva lavorare sui giovani e direi si doveva.. tutta questa voglia di giovani italiani... allora dov'era...?

Mimmo Lacquaniti

Fine prima parte