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Calcio a 5 - I protagonisti
1/8/2012
Alessandro Patias, attaccante dell'Asti e della Nazionale azzurra LA SERENITA’ DI ALESSANDRO PATIAS: “LA MIA PRIMA STAGIONE AD ASTI E’ ANDATA PIU’ O MENO COME MI ASPETTAVO: L’INIZIO E’ STATO DIFFICILE MA IN PARTICOLARE NELLA SECONDA PARTE SONO RIUSCITO AD ESPRIMERMI AL MEGLIO” – PRIMA PARTE

Ci si aspettava molto ad Asti, nell’ultima stagione, da un attaccante di razza come Alessandro Patias, vincitore di due scudetti con altrettante squadre nelle stagioni precedenti: l’attesa non è risultata vana e Patias, così come in Nazionale, ha dato il meglio, confermando in pieno le proprie qualità.

Per la prossima, poi, con quella campagna acquisti straordinaria condotta dagli “orange”, chissà dove si potrà arrivare?

Alessandro, partiamo da una tua valutazione sulla prima stagione ad Asti: é andato tutto come ti aspettavi, sei riuscito da subito ad esprimerti al meglio?
Io penso che come prima stagione ad Asti, e secondo anno di serie A della squadra, é andato quasi tutto come me lo aspettavo, ho avuto un inizio di stagione difficile, con un gioco diverso e una responsabilità molto grande, non riuscivo ad esprimermi al meglio e tutti aspettavano tanto da me, ho avuto anche qualche problemino in più alla schiena che sicuramente era un’altra difficoltà, però piano piano conoscevo meglio la squadra e i miei compagni e penso che già nella seconda parte della competizione sono riuscito ad esprimermi al meglio, segnando molto di più e facendo una grande Coppa Italia insieme a tutti i miei compagni.

Il tuo bottino personale di reti é rimasto più o meno quello di sempre ma é cambiato qualcosa nel tuo modo di giocare rispetto a quanto facevi in precedenza alla Marca o a Montesilvano?
Il mio modo di giocare é sempre lo stesso, poi dipende sempre da quello che chiedono gli allenatori, cambia sempre qualcosa da una squadra all’altra e io cerco di adattarmi per entrare nello schema di gioco e aiutare nella miglior forma la squadra.

Per quanto ti riguarda é stato anche l'anno della definitiva consacrazione in Nazionale, pensi di poterti considerare ormai un punto fermo della selezione di Menichelli?
La nazionale é l’obiettivo di qualsiasi giocatore, io sono molto felice di far parte di un gruppo di cui il mister Menichelli ha molta fiducia e porta avanti da qualche anno, però penso che non ci sono i punti fermi, dobbiamo sempre dimostrare e far bene nelle nostre squadre per meritare il nostro posto, perché lo vogliono tanti altri grandi giocatori che non hanno questa grande opportunità. Come dico sempre, ogni volta che sono chiamato in nazionale é la mia occasione della vita, e darò sempre tutto per meritare un’altra convocazione.

Mimmo Lacquaniti

Fine prima parte - la seconda verrà pubblicata domani