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Calcio a 5 - I protagonisti
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17/7/2012
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PAGANA E’ PRONTO PER LA PROSSIMA “SCOMMESSA”: “DOVREMO RINUNCIARE A GIOCATORI IMPORTANTI, CHE AVREI VOLUTO ANCORA CON ME, MA PROVEREMO COMUNQUE A CENTRARE L’OBIETTIVO DI UNA NUOVA SALVEZZA”
Come spiega nell’intervista, dopo una stagione tirata allo spasimo ed una salvezza acciuffata in extremis, Luigi Pagana aveva necessità di “staccare la spina” ma ora è nuovamente pronto a lanciare un’altra scommessa con il suo Venezia, provando ancora una volta a vincerla.
Gigi, mi piace cominciare da quella sorta di scommessa che ci ha accompagnati per tutta la stagione passata: "scommetti che ci salviamo?", mi dicevi, ma ci voleva un bel coraggio per ripeterlo dopo quell'avvio di campionato...!
Beh, il coraggio ci voleva quando siamo arrivati alla sedicesima giornata con soli 4 punti, però noi tutti ci abbiamo sempre creduto, anche quando ci davano per spacciati, come alla diciottesima giornata alla fine della partita contro la Lazio. Senza parlare di quello che avrà pensato la gente quando dopo un minuto del secondo tempo contro il Kaos siamo andati sotto per 3 a zero, noi ci abbiamo creduto, abbiamo fatto il massimo che potevamo fare e ne siamo usciti come vincitori.
Comunque sia, seppur con il brivido dei play out, la missione é stata compiuta: qual é stato il momento di svolta positiva del campionato del Venezia?
Secondo me è stata la partita di ritorno contro la Luparense. Dalla lettura di quella partita abbiamo trovato una identità e i giusti equilibri che ci hanno dato la possibilità di raggiungere poi la salvezza.
Veniamo a questa estate: ti sei tenuto fuori dal fiorire di iniziative di studio e meeting che si sono svolte da nord a sud della penisola, isole comprese, ma lo hai fatto per precisa scelta o perché impossibilitato per ragioni familiari? Per tua natura credi alla bontà di queste iniziative di confronto?
Tutti gli anni mi sono sempre reso disponibile a questo genere di iniziative, ma quest’anno la famiglia veniva prima di tutto, diciamo che ho “dovuto” passare un mese in Sardegna con moglie e figli ma non ti nascondo che forse più che a loro lo dovevo a me stesso, per scaricare lo stress accumulato questa stagione e per essere pronto a ripartire per la prossima. Certo che credo alla bontà di queste iniziative, anche se alle volte chi tiene questo genere di iniziative non sempre è disponibile a condividere pienamente le proprie esperienze e non sempre la preparazione è adeguata alle aspettative di chi frequenta questo genere di incontri, incontri che in alcuni casi hanno costi eccessivi rispetto a quello che realmente viene proposto ai partecipanti.
Guardiamo ora alla prossima stagione, ancora sulla panchina del Venezia: gli annunci di mercato della Società lasciano presagire una rivoluzione epocale nella squadra del prossimo anno, é così?
Sì, in effetti sarà così, vogliamo di nuovo provare a festeggiare per il raggiungimento di un grandissimo obiettivo come quello della salvezza. Sì, per molti sarà una cosa sciocca festeggiare per essersi salvati ma noi, quando siamo tornati da Fiumicino alle 4 di notte, avevamo i tifosi ad aspettarci per festeggiare insieme. Purtroppo dovremo rinunciare a giocatori importantissimi e che avrei voluto avere anche questa stagione, ma tutti sappiamo che in momenti come questi bisogna fare delle scelte per continuare ad essere una società sana che possa adempiere a tutti i propri obblighi.
Quest'anno vi siete salvati nel modo che sappiamo, cosa prevedi per la prossima stagione, alla luce delle novità che già si conoscono e del lotto delle concorrenti?
Sarà una stagione difficile per noi, ma ora sappiamo qualcosa in più di questa categoria e possiamo giocarci meglio le nostre carte: la scommessa che andremo a fare sarà impegnativa e speriamo tantissimo, dopo anni di lavoro sul settore giovanile, di riuscire ad inserire in prima squadra i nostri giovani, in modo da dargli una grandissima opportunità di crescita. Se ci riusciremo saremo stati i primi che tramite il lavoro sul settore giovanile saranno stati in grado di mantenere la massima categoria. Per me è una sfida che dà motivazioni altissime e deve essere la base per rilanciare internamente alla nostra società, ed esternamente alle altre società che percorrono strade simili alla nostra, il lavoro sui giovani, in modo di essere in grado nei prossimi anni di italianizzare il più possibile il nostro movimento.
Mimmo Lacquaniti |
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