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L'inchiesta
27/4/2012
INCHIESTA ESCLUSIVA IN COLLABORAZIONE CON CALCIOA5LIVE – L’UNIVERSO “ALLENATORI DI CALCIO A 5” SI RACCONTA: GIOIE, DELUSIONI, SCARAMANZIE, ELOGI E CRITICHE CHE ACCOMPAGNANO IL LAVORO QUOTIDIANO DEI “MISTER” – ROBERTO MATRANGA

C’è quello che si fa la barba il sabato mattina, giorno della partita; c’è quello che “siccome alla prima di campionato portavo quelle scarpe ed abbiamo vinto, allora debbo metterle sempre ad ogni partita”; ma c’è anche quello che “non dò peso a queste scaramanzie..”; e poi….

C’è di tutto, quindi, ma ci sono soprattutto uomini e donne contagiati dalla passione per il calcio a 5, persone dentro e fuori del campo, persone che vogliamo raccontare con questa inchiesta esclusiva, realizzata in collaborazione con il portale www.calcioa5live.com e che ci accompagnerà per diverse settimane.

Il ventesimo a rispondere alle nostre domande è Roberto Matranga.

Prima domanda fondamentale: sei un allenatore di calcio a 5 o "anche" un allenatore di calcio a 5?
Sono “anche“ un allenatore di calcio a 5, come in passato sono stato “anche” un giocatore di calcio a 5..

Giocatori, Società, tifosi, vi chiamano "mister": é un termine che apprezzi o lo subisci perché si usa così?
Penso che sia un termine che non abbia una particolare rilevanza. Personalmente ho allenato giocatori con cui sono stato compagno di squadra e a volte mi chiamavano mister e altre Robè, quindi mi è totalmente indifferente.

Qual é la più bella soddisfazione che hai ricevuto nella tua attività su una panchina di calcio a 5?
Se parliamo di gare, senza dubbio la vittoria del campionato lo scorso anno con la Finplanet Fiumicino. Ho preso la squadra a metà stagione e in poco tempo sono riuscito ad ottenere ciò che volevo dai giocatori, che poi hanno realizzato una vera e propria impresa. Invece, a livello prettamente personale direi l’incarico della Divisione come collaboratore tecnico di Menichelli in Nazionale. Essere stato scelto tra molti pretendenti è stato un vanto che ricorderò piacevolmente.

E ovviamente, qual é stata la giornata più nera, quella che avresti voluto non vivere?
Non potrò mai dimenticare la semifinale di ritorno dei play off in A2 persa col Torrino, quando allenavo la Brillante. Ad un minuto dalla fine eravamo in vantaggio e abbiamo preso un palo e sbagliato una libera con Everton, prima di subire il pareggio e poi nei supplementari il gol vittoria decisivo.

Gli altri allenatori, quelli che incontri a pochi metri di distanza, sulla panchina avversaria, sono colleghi o possono anche essere amici?
Ho un ottimo rapporto con tutti i miei colleghi allenatori, da cui ho sempre ricevuto comportamenti corretti che ricambio sempre a mia volta. Per ciò che riguarda l’amicizia direi che Colini è quasi un fratello maggiore per me, ma ci sono altri allenatori in tutte le categorie per cui nutro un sentimento di amicizia che và oltre la semplice professionalità sportiva.

Quale giocatore ti é piaciuto allenare più di qualsiasi altro, in questi anni? C'é una ragione particolare?
Per me, un allenatore riceve il piacere più grande allenando un gruppo di ragazzi con cui stabilisce una sintonia particolare, quindi direi che sono stato bene con tutti i giocatori con cui ho lavorato. Ma se devo fare un’eccezione direi Andrea Rubei. La ragione è che dopo tanti anni di Nazionale insieme, da giocatori, ci siamo ritrovati l’anno che allenavo la Brillante, dove lo facevo giocare 38 minuti a partita, spesso infortunato, gli chiedevo di marcare i giocatori più tecnici delle squadre avversarie, in allenamento mi divertivo a farlo incazzare mettendolo nella squadra con i ragazzi under 21 per fargli perdere le partite. Una professionalità pazzesca che lo rende ancora uno dei giocatori italiani più forti.

Qual é il complimento più bello che ti sei sentito rivolgere in questa attività e la critica ricevuta che ritieni più ingiusta?
I complimenti più belli sono quelli che ricevo dalle persone con cui ho lavorato, segno che il mio comportamento ha lasciato qualcosa di positivo sia a livello umano che sportivo. Per ciò che riguarda le critiche, le accetto e le prendo in considerazione da chi le fa in modo costruttivo e non per fare il fenomeno.

La foto di squadra prima della partita.... porta sfortuna o consideri una stupidaggine questa diceria che circola?
Questa non è una cosa a cui dò importanza.

E' vero che ogni allenatore ha un suo approccio scaramantico alla partita? E' anche il caso tuo? Se ti va, ce lo racconti?
Io sono molto scaramantico. Ad esempio ho un portafortuna che porto sempre con me nelle gare, oppure cerco di indossare gli stessi abiti delle gare che vinco. Capisco che sono stupidaggini ma ormai fanno parte del mio pre-partita.

Per chiudere, ti contatta una Società e ti propone la parola "progetto": qual é la tua riflessione immediata?
Penso che ora parlare di “ progetto “ sia molto avventato e poco veritiero. La situazione attuale del Paese non permette di fare programmi a lungo termine. Anche se ci sono Società che avrebbero intenzioni serie in tal senso, ma che spesso non sono aiutate nella realizzazione dei propri obiettivi.

Mimmo Lacquaniti

Colgo l’occasione per ringraziare sin d’ora i tanti allenatori che hanno già inviato le risposte che via via pubblicheremo e quelli che le invieranno nei prossimi giorni.
Grazie perché… sono quelli che ci mettono la faccia!


E se durante questo percorso qualcuno vorrà intervenire, esporre osservazioni e commenti, può farlo inviando una mail a mimmolacquaniti@gmail.com
 

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