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Calcio a 5
13/7/2010
ALLARME ORGANICI – GIULIANO TALO’: “MA COME SI FA A NON VEDERLO? NOI SOCIETA’ RISCHIAMO DI ESSERE UN PRODOTTO SU UNO SCAFFALE CON UNA DATA DI SCADENZA GIA’ BEN IMPRESSA!”

Del fragore suscitato dalla vicenda delle iscrizioni ai campionati e dei relativi “buchi” che si sono aperti negli organici vogliamo ragionare con alcuni noti dirigenti delle Società italiane: il nostro primo ospite, come sempre disponibile ad intervenire senza infingimenti o ipocrisie, è Giuliano Talò, vicepresidente della Canottieri Belluno.

Giuliano, consentimi di partire dalle vicende di casa Belluno, per poi approdare ai temi generali: a che punto siete con la costruzione della squadra per la prossima stagione? Intendete procedere per piccoli aggiustamenti o si tratterà di una vera e propria ricostruzione?
Di fatto siamo praticamente pronti, abbiamo sostituito Rogerio Santana, in prestito dall'Augusta, con un giovane portiere che arriva direttamente dal Brasile con un gran curriculum, stiamo chiudendo per la sostituzione di Mazoni con una vecchia gradita conoscenza in casa Canottieri e rientreranno alla casa madre un paio di giovani dati in prestito. Nessuna rivoluzione, stop al fenomeno di infornate di giovani da italianizzare che ci hanno sempre costretto a partenze ad handicap negli ultimi campionati e inserimento in pianta stabile nella rosa della prima squadra di tre/quattro giovani bellunesi doc dalle belle speranze.
Pronti ai nastri di partenza con unico obiettivo: stagione serena!

Veniamo al tema di stringente e dolente attualità, le iscrizioni ai campionati e la definizione degli organici. Partiamo dalla serie A, dove si parla di organico completo ma in realtà c'é più che il sospetto che anche la prossima stagione parta con l'handicap di qualche squadra già condannata a retrocedere. Cosa ne pensi in proposito?
Sospetto? Stai diventando troppo diplomatico! Tutti vedono, tutti sanno, ma se mi chiedi cosa si potrebbe fare per evitare di iniziare una serie A con due squadre già retrocesse ti rispondo che proprio non saprei.

Ad oggi il dato più immediatamente drammatico é la pesante emorragia venutasi a creare in A2, con cinque defezioni annunciate ma che potrebbero ancora salire.... In questo quadro, peraltro, suscita allarme quanto sta avvenendo in Veneto, regione ricca per definizione. A fronte di queste rinunce si parla di quattro candidature al ripescaggio, come se ne esce da questo blackout?
Guarda, qui perdo l'ennesima occasione per stare zitto.
Non conosco le reali motivazioni (anche se non mi viene difficile immaginarle) ma le questioni Vicenza e Carmenta davvero mi lasciano l'amaro in bocca ed anche un pó di rabbia (quanto meno per il risparmio che avrebbero potuto portarmi due trasferte vicine!); ma come si fa ad annunciare l'acquisto di giocatori di primissimo livello, partnerships importanti e il giorno dopo non iscriversi?
Non me ne voglia Giuriato ma questo é quello che pensano tutti e, dopo una stagione splendida, mi dispiace sentire che non ci si iscrive perché si ha il 30% in meno delle risorse, penso che la maggior parte delle società che fanno il nazionale dovranno fare i conti con quel meno 30%.... quanto meno a Belluno sarà così e dopo aver già sforbiciato di un meno 30% la stagione precedente. Anche del Carmenta ricordo articoli autoreferenziali su un importante sito, non molti mesi fa, di una Società che faceva della programmazione il proprio fiore all'occhiello.....
Detto questo, tutti dicono la propria: dai due gironi da 13 a quello da 12 per il Nord e da 14 per il Sud, a questo punto poco cambia.

Non si conoscono ufficialmente i dati della serie B ma anche lì é possibile immaginare una consistente "morìa delle vacche", per usare un'espressione di Totò. Giuliano, é giunto forse il momento di ripensare i campionati o addirittura di rifare un serio "tagliando" alla macchina di questa disciplina, prima che si profili un serio rischio di rottamazione?
Quando si parla di queste situazioni di crisi si fa a gara ad additare i responsabili, che forse sono molti di più di quanto si voglia vedere e non solo istituzionali, ma c'é poca lucidità nell'indicare possibili strade per tamponare l'emorragia ed invertire il trend negativo. Ti senti di avanzare proposte in tal senso?

Unisco le due domande perché la riflessione é da farsi sul movimento e secondo me prescinde anche dalla crisi ma é strutturale in noi classe dirigente.
Le cause:
- uno sport che non dà visibilità e quindi opportunità di vendere pubblicità, totale assenza di aiuti economici istituzionali, anzi il contrario (ogni qualvolta vedo la scheda contabile con gli addebiti per recupero spese postali o di commissari di campo mi viene un fegato...), bene, continuiamo a raccontarcela pure, tanto questa situazione non cambia.
- la causa siamo noi che pur di "fregarci" un giocatore paghiamo (e magari poi fossimo sempre in grado di mantenere quello che si promette) stipendi ingiustificati, siamo noi che preferiamo spendere 2.000 euro per un giocatore piuttosto che spenderli per migliorare la struttura organizzativa della società o per "premiare" i nostri giovani più interessanti, che non facciamo con quello che abbiamo ma con quello che vorremmo avere, che pensiamo che una retrocessione debba essere vissuta come un'onta incancellabile, che pensiamo che sia una prescrizione medica che o si arriva ai play off o la stagione é un fallimento, che abbiamo trasformato gli effetti dell'obbligo degli italiani esclusivamente in una spropositata crescita del valore dei loro cartellini, quando non sono neanche in grado di avere minutaggio in A2 o in stipendi folli per quei pochi che invece il minutaggio possono permetterselo.
Noi società rischiamo di essere un prodotto su uno scaffale con una data di scadenza già ben impressa, non abbiamo ricambio al nostro interno, ci piace gestire il nostro giocattolino sempre pronti a lamentarci delle carenze altrui e sempre pronti a ricercare le responsabilità fuori dal nostro operato e poi un giorno, all'improvviso, le trasferte in centro Italia appaiono molto più lunghe rispetto all'anno precedente, i problemi per gli spazi nei palazzetti sembrano più difficili da risolvere rispetto al passato etc etc etc, quando in verità é tutto come sempre e questo é il segno che quella famosa data di scadenza é sempre più vicina......
Guarda, Mimmo, ho ancora nella mente il caso Cogianco di qualche settimana fa: stagione faraonica in serie B, promozione in A2 con proclami importantissimi, trattative con tanti giocatori di primissimo livello nel giro della Nazionale e poi un giorno all'improvviso il presidentissimo Giannini tuona su uno dei più importanti siti nazionali: "forse lascio"; il giorno dopo "continuo" e vai con Planas e poi Junior e poi Bernardi e poi Grana; sicuramente mi sbaglio, ma ho l'impressione che quel "forse lascio" prima o poi arriverà e questo é l'esempio che non abbiamo alcuna stabilità neanche e sopratutto in quelle che sono le Società serie e forti economicamente dalle quali poter ripartire e ricostruire il nostro sport.
Sono stanco, molto stanco e come me penso molti altri che continuano a chiedersi se ha un senso sacrificare soldi, tempo e famiglia, e da buon pessimo dirigente dico: qualcuno ci aiuti!

Mimmo Lacquaniti
 

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