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Calcio a 5 - Serie B
4/2/2010
Paolo De Simoni, allenatore del Real Rieti PAOLO DE SIMONI: “NELLA PROSSIMA PARTITA AFFRONTEREMO IL PESARO, FORSE LI’ SI DECIDERA’ IL CAMPIONATO. PUNTIAMO A CHIUDERE IL DISCORSO IL 27 MARZO, NON AI PLAY OFF!”

Chi immaginava un girone C della serie cadetta sicuro appannaggio del Terni, “nobile decaduta”, si sta ricredendo: l’avvio di stagione lo lasciava intendere ma poi è iniziata la prepotente rimonta del Real Rieti affidato in corsa a Paolo De Simoni ed oggi la classifica dà ragione alla formazione laziale del presidente Pietropaoli.

Non che gli umbri siano rassegnati, sia ben chiaro (tra l’altro avanza pure il Pesaro Five, terzo incomodo), ma come ribadisce De Simoni, “vogliamo chiudere il discorso il 27 marzo”, senza passare per la lotteria dei play off.

Paolo, partiamo dalla posizione di classifica: il primo posto con due punti di vantaggio sul Terni, a parità di partite, sta ad indicare che l'obiettivo stagionale é uno e soltanto uno, sbaglio?
È evidente che cerchiamo il primo posto con tutte le nostre forze, i play off sono sempre una lotteria perchè molto dispendiosi dal punto di vista sia energetico che ... economico. Non è facile arrivare fino alla fine per centrare la A2, quindi siamo concentratissimi per chiudere il discorso il 27 marzo.

Cos'é successo nell'ultima gara esterna ad Ascoli? Il punteggio lascia immaginare una vittoria assai sofferta contro una squadra che in classifica aveva 23 punti meno di voi...
Credo che ad Ascoli abbiamo dimostrato tutta la nostra maturità, incappando come è fisiologico, e come io temevo, in una giornata assolutamente negativa. Dopo la grande prova con il Terni c'è stato un calo di tensione dovuto anche alla classifica precaria dell'avversario e all'essere andati subito in vantaggio. Per l'approccio negativo alla partita abbiamo dimostrato di non avere ancora la mentalità della grande squadra, che non ha bisogno di stimoli esterni per trovare la giusta concentrazione; di contro, dopo essere andati anche in svantaggio, abbiamo cercato con grande umiltà di ritrovare noi stessi con giocate semplici e con grande spirito di sacrificio, ottenendo i 3 punti pur soffrendo fino alla fine, gravati di 5 falli ad 8 minuti dal termine. È anche così che si vincono i campionati.
Devo però fare i complimenti al Miracolo Piceno e al suo presidente e amico Andrea Bellini perchè stanno lavorando egregiamente con ragazzi giovanissimi, addirittura juniores, e se anche adesso i risultati non sono entusiasmanti rappresentano un esempio per tutte quelle società che iniziano la stagione con grandi obiettivi e con grande dispendio (virtuale) di soldi per poi ritrovarsi a cancellare la propria squadra dal campionato. Anche dalle istituzioni sarebbe necessario un riconoscimento al lavoro di queste persone che, pur rischiando di retrocedere, non vanno oltre le proprie possibilità, bensì ottimizzano al meglio le risorse di cui dispongono.

Veniamo alla squadra, allora: come e quanto é cambiata rispetto a quella di inizio stagione? In quali direzioni si é intervenuto, in particolare?
Arrivando a Rieti ho trovato una squadra sicuramente competitiva ma secondo me non ancora pronta a grandi traguardi, come è nelle intenzioni del presidente Pietropaoli. Probabilmente avremmo lottato per le prime posizioni, ma questo girone è qualitativamente di un livello molto alto e Terni e Pesaro potevano avere qualcosa in più. Oltre a questo c'è da considerare che questi ragazzi avevano iniziato ad agosto provenendo tutti da squadre diverse con diverse filosofie di gioco, e questo si sa in questo sport quanto sia penalizzante. Fin dai primi allenamenti mi sono accorto che il portiere rappresentava per noi un punto debole da colmare e quindi ci siamo mossi subito in questa direzione, oltre alla sostituzione di qualche elemento che non aveva rispettato le aspettative.
Credo che il nostro merito sia stato principalmente di rimanere agganciati alle prime posizioni pur subendo queste vicissitudini, fino ad arrivare a dicembre e colmare qualche lacuna. Ora stiamo lavorando molto bene anche se è poco più di un mese che questi ragazzi sono insieme, e i margini di miglioramento sono notevoli.

Veniamo al finale di stagione: stando al calendario residuo, e con la classifica attuale, sembra che, scongiuri a parte, sia naturale indicarvi come favoriti principali per la promozione, sei d'accordo? Il Pesaro Five potrebbe inserirsi nella partita tra voi e Terni?
La prossima partita ci vedrà di fronte al Pesaro, e lì forse si deciderà il campionato. Sia noi che loro giocheremo per vincere, sarà una partita molto intensa, anche se loro non hanno nulla da perdere, ma noi vogliamo continuare con questa serie positiva che abbiamo iniziato dalla sconfitta di Terni all'andata, iniziando una rincorsa da -5 che ora ci vede a +2. Ma non si creda che le altre partite siano delle passeggiate, ogni squadra ha un obiettivo, ci sono squalifiche, infortuni, e con le prime tutte le squadre moltiplicano le loro forze. Devo comunque ringraziare questa società e in particolare il presidente Roberto Pietropaoli per tutti gli sforzi che sta facendo, soprattutto in termini organizzativi, per mettere me e la squadra in condizione di centrare questo importante obiettivo.

Chiudiamo anche con te con una valutazione sul recente Europeo in Ungheria: come consideri l'esperienza della nostra Nazionale e quale deve essere la strada da percorrere d'ora in poi?
Considero questa esperienza del tutto positiva, Roberto Menichelli è quanto di meglio si potesse scegliere per intraprendere la strada del cambiamento, è una persona altamente qualificata sia tecnicamente che moralmente, in grado sicuramente di accompagnare questo progetto. Chi deve invece cambiare decisamente rotta sono le società, che devono avere il coraggio di investire sul materiale umano fatto di ragazzi nati in Italia, molti dei quali hanno la possibilità di giocare anche in A, e soprattutto di riprendere a curare i settori giovanili, troppo presto abbandonati per intraprendere avventure oltreoceano.

Mimmo Lacquaniti