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CARLO COLUCCI E LA PAUSA FORZATA DAL CALCIO A 5 : “ORMAI E’ DIFFICILE TROVARE COMPETENZA E SERIETA’, GIRANO LE STORIE PIU’ DISPARATE, GLI IMPEGNI NON VENGONO ONORATI, MANCA CREDIBILITA’”
Negli ultimi anni ha commentato in vari ruoli le vicende del calcio a 5 pugliese ma da un po’ di tempo è assente dalla scena, dopo aver chiuso anche la collaborazione con il Martina c5, la squadra della sua città: parliamo di Carlo Colucci, giovane e brillante osservatore del calcio a 5 pugliese e non solo, che in questa intervista spiega le ragioni di questo “distacco forzato”.
Carlo, partiamo dalla recente uscita della nostra Nazionale ai quarti del campionato europeo: come valuti questo risultato e, soprattutto, la strada intrapresa dal c.t. Menichelli, anche in proiezione futura?
Questa strada può rappresentare l'inizio della svolta per il nostro movimento, sia pur il risultato nell'ultimo Europeo debba essere analizzato con le dovute precauzioni: l'eliminazione con la Repubblica Ceca credo rappresenti la classica giornata storta, visti soprattutto i risultati positivi che fino a quel momento gli azzurri avevano colto non solo nelle qualificazioni ma anche nelle prime due gare dell'Europeo. E' indubbio comunque che il tasso tecnico di questa Nazionale sia inferiore rispetto alle selezioni di Nuccorini, ma non dobbiamo trascurare le assenze forzate dei vari Foglia, Morgado e Grana, che hanno costretto Menichelli a scelte sicuramente differenti. Tuttavia, anche in Divisione saranno coscienti di aver intrapreso una strada di rinnovamento abbastanza lunga, la cui bontà potrà essere valutata solo nei prossimi anni, quando anche le ristrettezze sugli "italo" applicate a partire da questa stagione dovrebbero sortire i primi effetti. Nell'ottica di una Nazionale sempre più "azzurra" diventano perciò fondamentali le decisioni del governo centrale del calcio a 5, che dovrà perciò ulteriormente favorire l'aumento di giocatori "italiani di nascita" nei campionati nazionali ma, soprattutto, pensare ad un progetto serio per i settori giovanili, in considerazione anche dell'accordo siglato nelle ultime settimane tra CONI e Ministero dell'Istruzione.
Parliamo ora dei nostri campionati, quelli che hai seguito e che conosci più da vicino: come andrà a finire nel girone B di A2? Il finale si annuncia al fotofinish, secondo te una squadra pugliese affiancherà l'anno prossimo il Bisceglie in serie A? E quale ha le chances maggiori?
E' davvero la Puglia migliore quella che anima il campionato di serie A2. Modugno e S.F. Putignano meriterebbero entrambe il salto di categoria, visto che hanno tutto per competere nella massima serie. Modugno probabilmente eccelle in competenze tecniche, vista la perfezione del giocattolo creato da Zizzari e Bellarte, ma pecca per quanto riguarda l'annoso capitolo delle strutture (l'amministrazione comunale li "costringe" a giocare a Ruvo, con un seguito di pubblico comunque modesto). Gli investimenti decisi praticati nelle ultime stagioni dallo S.F. Putignano sono, invece, chiara dimostrazione di una evidente solidità economica, che corre in parallelo con un pubblico straordinario, ma dove il tendone del PalaFive rappresenta un limite troppo importante e non all'altezza per ospitare le gesta di una squadra così competitiva. D'ora in avanti, comunque, il campionato proseguirà con una serie interminabili di finali, tante quante saranno le giornate che ci separano alla conclusione del campionato. Tra le due, personalmente vedo Putignano leggermente avanti come organico e pubblico, ma Bellarte conosce troppo bene i suoi giocatori e sa farli giocare bene come nessuno saprebbe fare. Non dimentichiamoci però del Marina Città di S.Angelo: gente esperta, giocatori di primo livello, grande tecnico; ma l'ultima in casa del Modugno potrebbe pesare nelle sorti finali del campionato. Fiumicino? Difficile che tenga duro fino alla fine.
Veniamo alla serie B, al girone F che hai frequentato per una parte di questa stagione: qui si prevede una volata per la promozione non meno incerta ed appassionante che in A2, chi potrebbe farcela, secondo te? Per molti addetti ai lavori, Acireale ed Isef sembrano avere maggiori possibilità, ti trovi d'accordo oppure il Fasano, ad esempio, potrebbe risultare vincente?
Chiaffarato sa bene come si vincono i campionati di B: e la sua esperienza, alla lunga, potrebbe fare la differenza a favore del Fasano. L'Acireale è una grandissima sorpresa, anche se i giocatori in organico legittimano comunque l'ottimo campionato disputato dai siciliani. Dell'Isef di Poggiomarino c'è poco da dire (organico di gran spessore) e adesso paga, in parte, un inizio di campionato non certo esaltante: Isef e Fasano se la giocano alla pari, con Acireale che alla lunga potrebbe concedere qualcosa di troppo.
E a proposito del girone F, ormai sembra impercorribile la strada del Martina verso la salvezza, non so se sei d'accordo. Come spieghi la stagione così fallimentare della tua ex squadra?
Martina 2009/2010, ovvero tutto ciò che non si dovrebbe mai fare nella gestione di una squadra di calcio a 5. Dispiace dirlo, ma la realtà è questa e non reggono alibi di circostanza: in questi anni la famiglia Ruggieri, sia pur tra mille difficoltà, ha onorato i propri impegni, nonostante non sia stata spesso impeccabile nel rispettare i tempi prestabiliti. Ma partire con l'obiettivo di stravincere i campionati senza averne la necessaria solidità economica ha annualmente costretto al ridimensionamento dei programmi stilati ad inizio stagione. In questo modo si perde solo di credibilità, falsando anche i campionati e il loro esito finale. E' la coerenza intellettuale a spingermi a dire questo: Ruggieri sa perfettamente come la penso a riguardo e, proprio per queste ragioni, preservo con lui e la sua famiglia un buon rapporto. Martina, Povoli, Arzignano: adesso tocca alla Divisione evitare che questi casi, sempre più frequenti negli anni, abbiano dei proseliti nelle prossime stagioni.
Torniamo proprio su questa definizione di "ex squadra": so che hai lasciato da tempo la società della tua città, perché questa decisione?
E' in realtà tutto l'ambiente del calcio a 5 ad avermi deluso, visto che al momento è difficilissimo trovare competenza e professionalità, oltre che serietà. Personalmente sono poche le persone che salvo, e ancora meno le Società: conosco benissimo il panorama pugliese, per il quale un anno fa ho anche rappresentato le Società di Serie B come interlocutore nella scelta del Presidente della Divisione. Sono rimasto sconcertato dalla spartizione della torta che alcuni dirigenti avrebbero voluto operare in quella circostanza, privilegiando interessi personali o delle rispettive Società, a scapito della crescita del movimento che invece tutti decantano solo come atteggiamento di facciata. Nelle mie esperienze lavorative con Società pugliesi ho sentito le storie più disparate, le scuse più impensabili per non pagare i propri giocatori, tecnici e dirigenti; anche Società in grado di mettere giocatori fuori rosa il giorno dopo che gli stessi avevano vinto un campionato con ben 4 giornate di anticipo. Senza parlare, poi, delle proposte scandalose, e a volte addirittura offensive per la dignità dell'atleta, che molte Società hanno voluto sottoporre a giocatori sul mercato solo un mese fa: in particolare ne ricordo una, per la quale faticavo addirittura a crederci. Un giocatore mi raccontava di essere stato contattato da una Società per la quale aveva giocato la scorsa stagione e dalla quale non aveva percepito le ultime due (o forse tre) mensilità: tuttavia, nella proposta ricevuta non si parlava affatto delle mensilità pregresse e, anzi, la Società si presentava come "vogliosa" di offrire all'atleta una seconda opportunità, con un ingaggio pari alla metà di quello che solitamente lo stesso percepiva. Superfluo precisare che nell'ambiente il giocatore in questione è da tutti stimato soprattutto per la sua professionalità e condotta esemplare.
Ecco: soprattutto per queste ragioni il calcio a 5 attuale non è credibile, e se diffusamente succedono queste cose in Puglia (da tutti definita come una delle regioni trainanti di questa disciplina), lascio agli altri le conclusioni...
Per quanto mi riguarda, comunque, dopo aver iniziato la stagione in corso a Modugno ed averne progettato il sito internet attualmente on line, mi sono bastati dieci giorni per comprendere che l'attuazione del progetto di comunicazione proposto al Martina sarebbe stata molto difficile. E allora meglio così: adesso penso solo a completare gli studi che dovrebbero portarmi a diventare un Ingegnere Civile.
Per chiudere, Carlo, mi sembra che quest'anno la tua Juventus non ti abbia regalato maggiori soddisfazioni, come la mettiamo? Cancelliamo la stagione 2009/2010 dal calendario?
Che fai? Ora mi sfotti anche in pubblico?? Ti risponderò, allora, come già fatto nelle nostre mail: è davvero brutto provare per un solo anno ciò che gli interisti hanno provato per 15 anni.. Purtroppo adesso il convento questo ci passa: un presidente che organizzava fino a qualche anno fa il tabellone di Wimbledon e un d.s. che "non sa nè di carne e nè di pesce" (come sono soliti dire dalle mie parti..). Peccato per Ferrara allora, vittima delle incompetenze altrui, oltre che di una serie interminabile di infortuni non certo imputabile al caso: sia pur con questi risultati scadenti, a questo punto non aveva senso cambiare il tecnico per una soluzione "tampone". Eppure Blanc e Secco restano sempre migliori di una persona: di quel Moggi, le cui gesta avrebbero meritato di farci ricominciare dall'interregionale per la serie interminabile di imbrogli e magagne varie.
Mimmo Lacquaniti |
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