il sito di Marcello Serratore





area amministrativa

 

 


L'inchiesta
3/2/2010
Matteo Viviano, d.g. dello Scafati S. Maria IL DIBATTITO E’ APERTO: LA NAZIONALE E’ FUORI DALL’EUROPEO, QUAL E’ LA STRADA DA PERCORRERE ADESSO? SPINTA DECISA NELLA DIREZIONE INTRAPRESA DA MENICHELLI O RITORNO AL PASSATO? – L’INTERVENTO DI MATTEO VIVIANO

Con l’editoriale del giorno successivo all’eliminazione della nostra Nazionale agli Europei d’Ungheria ho cercato di aprire una riflessione sull’esperienza appena conclusa ma, soprattutto, sulla strada da intraprendere adesso.
Contenuti a parte – sempre opinabili in quanto opinioni personali – il merito dell’intervento è stato quello di suscitare un dibattito sereno tra gli addetti ai lavori della nostra disciplina: alle mail ricevute, alle note formulate su facebook ed alle telefonate personali si aggiungono gli interventi pubblicati sul sito.
Mimmo Lacquaniti

“L'analisi del momento della Nazionale è sicuramente complessa e richiederebbe tanto spazio. Cercherò, per quanto possibile, di concentrare il mio pensiero in pochi, sintetici concetti.
Premessa: in Brasile si era toccato il punto più basso in assoluto sia per l'impiego totale di giocatori non italiani sia per l'immagine che le tante polemiche e/o scandali avevano suscitato, sia per il clima che si respirava nel nostro entourage, con qualcuno che credeva di essere diventato un Dio in terra, totalmente slegato dalla realtà dei nostri campionati.

Considerato che era necessario ripartire, due erano le strade da seguire: incarico a Menichelli o ad un tecnico nuovo. Vantaggi della prima scelta: non disperdere totalmente il bagaglio tecnico e di esperienze accumulato negli anni. Svantaggi esattamente opposti, ossia quelli di non rompere definitivamente con il passato sia come uomini che come situazioni.
Chi doveva scegliere ha scelto la prima strada. Con i se e con i ma o, piuttosto, col senno di poi non si va da nessuna parte e, quindi, per adesso va bene così.
Il lavoro di Menichelli si è svolto nell'arco degli ultimi 10 mesi. Ha raccolto risultati importanti, restando imbattuto, provando tanti giovani italiani e non ed alla fine innestandone alcuni nel telaio della prima squadra.

E' innegabile che il lavoro del nostro CT sia improbo. Soprattutto perché la nostra disciplina vive più di chiacchiere che di fatti. Tutti chiedono a gran voce l'utilizzo degli “Italiani” ma poi nessuno cura i vivai e tutti vanno a fare la spesa all'estero.
Ed i ragazzi italiani, che hanno maturato esperienze internazionali importanti prima nell'Under 21 e poi nella maggiore, oggi disputano quali campionati? Quelli di A2 e addirittura di B.

Conclusioni: il processo di rinnovamento è iniziato e sicuramente richiederà tempo, speriamo non tantissimo. In questa fase si potranno fare valutazioni e perché no, anche critiche alle scelte tecniche ma sempre in maniera schietta e leale, cercando di portare un contributo costruttivo.
Per chiudere io vorrei che tutti, dai vertici alla base, fossero compatti nell'appoggiare questo processo di rinnovamento, ma fossero anche capaci di individuare disfunzioni ed imprecisioni che, per la verità, non sono mancate in Ungheria. Non bisogna sposare le idee ma coniugarle con la realtà”.

Matteo Viviano – d.g. Scafati S. Maria