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INCHIESTA ESCLUSIVA IN COLLABORAZIONE CON CALCIOA5LIVE – L’UNIVERSO “ALLENATORI DI CALCIO A 5” SI RACCONTA: GIOIE, DELUSIONI, SCARAMANZIE, ELOGI E CRITICHE CHE ACCOMPAGNANO IL LAVORO QUOTIDIANO DEI “MISTER” – RINO CHILLEMI
C’è quello che si fa la barba il sabato mattina, giorno della partita; c’è quello che “siccome alla prima di campionato portavo quelle scarpe ed abbiamo vinto, allora debbo metterle sempre ad ogni partita”; ma c’è anche quello che “non dò peso a queste scaramanzie..”; e poi….
C’è di tutto, quindi, ma ci sono soprattutto uomini e donne contagiati dalla passione per il calcio a 5, persone dentro e fuori del campo, persone che vogliamo raccontare con questa inchiesta esclusiva, realizzata in collaborazione con il portale www.calcioa5live.com e che ci accompagnerà per diverse settimane.
Il ventisettesimo a rispondere alle nostre domande è Rino Chillemi.
Prima domanda fondamentale: sei un allenatore di calcio a 5 o "anche" un allenatore di calcio a 5?
Sono anche un allenatore di calcio a 5, in quanto, prima di tutto, sono un dipendente pubblico e poi un allenatore di calcio a 5.
Giocatori, Società, tifosi, vi chiamano "mister": é un termine che apprezzi o lo subisci perché si usa così?
Sinceramente, da parte mia non fa nessuna differenza, l’importante è che ci sia sempre il rispetto dei ruoli. Il fatto che un allenatore si faccia chiamare mister, in fondo, serve solo per avere un certo tipo di “distacco” confidenziale fra giocatore e allenatore, ti confesso che preferirei che mi chiamassero per nome, solo per sentirmi sempre giovane.
Qual é la più bella soddisfazione che hai ricevuto nella tua attività su una panchina di calcio a 5?
Di soddisfazioni ne ho avute abbastanza, dalla coppa Italia di “B” vinta con lo Scicli alle cinque promozioni, una con la Corbino e tre con lo Scicli… Ti sembrerà strano, ma la promozione in B di quest’anno con il Melilli è stata una delle più belle soddisfazioni che ho avuto, da non dimenticare anche gli anni con l’Augusta, raggiungere l’obiettivo della salvezza nel massimo campionato é sempre una soddisfazione.
E ovviamente, qual é stata la giornata più nera, quella che avresti voluto non vivere?
Più che nera direi la giornata più triste, probabilmente la maggior delusione da quando alleno. Anche se sono passati 13 anni, caro Mimmo, non ti nascondo che fa ancora male ricordare la finale di Coppa Italia Genzano-Augusta persa ai calci di rigore. Ancora oggi colleghi ed ex calciatori, quando ci incontriamo, mi parlano di quella finale e i discorsi sono sempre gli stessi (ma come hanno fatto gli arbitri, da due simulazioni nettissime, a concedere due tiri liberi dal limite… il risultato era sul 4 a 2 per l’Augusta, a 1’30” dalla fine…).
Gli altri allenatori, quelli che incontri a pochi metri di distanza, sulla panchina avversaria, sono colleghi o possono anche essere amici?
Quando affronti una gara incontri un collega, poi ti capita di incontrare colleghi con cui ci si sente settimanalmente per telefono, con cui si parla di tutto, non soltanto di calcio a 5, per cui oltre al collega puoi trovare anche un amico.
Quale giocatore ti é piaciuto allenare più di qualsiasi altro, in questi anni? C'é una ragione particolare?
In questi anni ho avuto la fortuna di allenare tanti giocatori che in Italia si sono fatti apprezzare per le loro doti tecniche, ed ognuno mi ha lasciato un ottimo ricordo, chi per una caratteristica chi per un'altra.
Qual é il complimento più bello che ti sei sentito rivolgere in questa attività e la critica ricevuta che ritieni più ingiusta?
Subito dopo la promozione di quest’anno in serie B, un sito nazionale riportava il successo con il testo “CHILLEMI RITORNA NEL FUTSAL NAZIONALE”, ed un amico mi ha scritto dicendomi: “complimenti mister, il nazionale è quello che meriti, ma ho apprezzato moltissimo la tua grande sportività ripartendo dal regionale. Complimenti ancora, in bocca al lupo per la prossima stagione”.
Mi ha fatto veramente piacere ricevere questo complimento. Critiche…. potrei scrivere un libro, scherzi a parte, qualcuno critica il modo di pormi in allenamento e nelle gare, credendo che i giocatori abbiano timore e sentendosi limitati alle proprie capacità, per cui incapaci nel proseguimento della gara. Per fortuna non ascolto mai nessuno e continuo con la mia filosofia… giusta o sbagliata che sia.
La foto di squadra prima della partita.... porta sfortuna o consideri una stupidaggine questa diceria che circola?
Anche se la considero una stupidaggine, capisco che la foto serve per testate giornalistiche, sponsor etc.. per cui a “malincuore”, essendo scaramantico, mi adeguo alle esigenze della società.
E' vero che ogni allenatore ha un suo approccio scaramantico alla partita? E' anche il caso tuo? Se ti va, ce lo racconti?
A pensarci viene da ridere… purtroppo io inizio dal lunedì ad essere “scaramantico” e non solo nella giornata della gara. Comunque, ti racconto uno dei tanti gesti: quest’anno sono andato in una società nuova, per cui dovevo cercare qualcosa di nuovo, dopo la prima gara mi sono ricordato che avevo slacciato la cintura di sicurezza un centinaio di metri prima del palazzetto e di aver posteggiato l’auto in un punto preciso, per nove mesi ho fatto sempre la stessa cosa… a volte capitava di trovare il posteggio auto occupato, beh, immagina…..!
Per chiudere, ti contatta una Società e ti propone la parola "progetto": qual é la tua riflessione immediata?
Dalla serie D alla serie A, tutte le società che contattano un allenatore propongono...
Mimmo Lacquaniti
Colgo l’occasione per ringraziare sin d’ora i tanti allenatori che hanno già inviato le risposte che via via pubblicheremo e quelli che le invieranno nei prossimi giorni.
Grazie perché… sono quelli che ci mettono la faccia!
E se durante questo percorso qualcuno vorrà intervenire, esporre osservazioni e commenti, può farlo inviando una mail a mimmolacquaniti@gmail.com |
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