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L'inchiesta
2/2/2010
Lele Caleca CALECA VA CONTROCORRENTE: “IL RISULTATO DEGLI EUROPEI E’ NEGATIVO: IL PROCESSO DI RINGIOVANIMENTO E’ STATO PARZIALE E LE STESSE PRESTAZIONI DEI GIOVANI SONO STATE DI ESIGUO MINUTAGGIO”

Il dibattito sul post-Europei è più che mai aperto e tutte le opinioni sono lecite, soprattutto se dettate dall’esperienza.
Come quella di Gabriele Caleca, per tutti “Lele”, un giocatore che ha fatto la storia del nostro calcio a 5 (80 presenze e 58 reti in maglia azzurra, terzo miglior realizzatore di sempre dopo Rubei e Foglia) e che oggi, a 40 anni appena compiuti, continua a sudare con il pallone ai piedi (attualmente in C2, all’Ostia Futsal, dopo aver iniziato la stagione in serie B, a Rieti).

Lele, anche con te voglio cominciare dalla Nazionale e dalla precoce eliminazione all'Europeo in Ungheria: risultato negativo o apprezzabile in ottica rinnovamento, qual é la tua idea in merito?
Secondo me è comunque un risultato assolutamente negativo, in considerazione del fatto che il processo di ringiovanimento ha toccato in minima parte le convocazioni, e di conseguenza anche le prestazioni dei giovani che sono state esigue in termini di minutaggio.

A te che sei un veterano della Nazionale e delle competizioni che contano voglio chiedere: in occasioni come questa dell'Europeo, é preferibile convocare ragazzi molto giovani da testare ed aiutare a crescere oppure "vecchi leoni", più abituati ad appuntamenti di questo tipo?
Ovviamente faccio il paragone tra "noi" da giovani e i "nuovi giovani".. Innanzitutto noi facevamo tutti la massima serie ed oltretutto eravamo minimo "titolari" nelle nostre squadre e qualcuno già era "leader". Eravamo abituati a giocare partite "pesanti" tipo finali scudetto, play off scudetto, partite internazionali etc. Quando scendevamo in campo con la Nazionale portavamo un bagaglio di esperienza elevato nonostante la giovane età. Purtroppo, a quei livelli occorre portare in campo prima la personalità e poi la bravura tecnico/tattica/fisica. A tal proposito mi chiedo se sia giusto, in un processo di ringiovanimento, considerare out un giocatore 30enne!! In casa avevamo, secondo il mio modesto parere, dei giocatori italiani con le giuste credenziali, tipo Francesco Milani e Graziano Gioia, che potevano essere molto più utili di ragazzi che sono stati utilizzati con il contagocce per ovvi motivi.

Tutti auspicano il ritorno ad una disciplina "più italiana", ma é chiaro che ci vorranno anni per tornare a livelli competitivi: a tuo parere é una strada da percorrere senza indugi, senza timore di stare a digiuno di successi per diversi anni?
Io sono del parere che sarebbe giusto continuare e magari accelerare un pò il processo di italianizzazione del calcio a 5, soprattutto per riacquistare credibilità in campo internazionale, quella credibilità che avevamo duramente ottenuto alla fine degli anni ’90, quando con l'inserimento di 4 o 5 oriundi di ASSOLUTA qualità avevamo sfiorato il titolo continentale a Mosca 2001...

Che tu te l'aspettassi o meno ecco la domanda jolly, inevitabile: il chiodo a cui appendere gli scarpini é stato piantato nel muro oppure no? Dì la verità, aspetti prima che smettano i vari Rubei, Quattrini, Mannino?
Appendere gli scarpini al chiodo?! Non ci penso proprio e non ne faccio una questione di record... è solo che ancora mi diverto a stare in gruppo e a tornare a casa stanco dagli allenamenti...

Mimmo Lacquaniti
 

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Novembre 2009, con gli ex compagni di squadra a Rieti